LA SECONDA SCUOLA DI VIENNA,
OVVERO LA NASCITA DELLA DODECAFONIA

 


 

Un curioso pentagramma sul quale le note sono rappresentate come omini-guerrieri.

 

La seconda scuola di Vienna nasce e si sviluppa dal magistero didattico e dalle idee di Arnold Schönberg, il quale tenne le sue lezioni per l'appunto a Vienna tra il 1903 e il 1911.

Il movimento artistico poté svilupparsi proprio a Vienna e in quel particolare periodo storico, grazie al fatto che la capitale absburgica proprio in quegli anni godeva dello status di caposaldo del rinnovamento artistico e culturale della Mitteleuropa (nello stesso periodo, Mahler in musica e Klimt in pittura portavano avanti le proprie teorie artistiche).

In questo clima di rinnovamento artistico, il sinfonismo mahleriano, con la dilatazione di tutti i parametri musicali e l’intreccio con gli stilemi compositivi mutuati da Debussy e Strauß, favorisce la crisi delle forme lessicali fino ad allora in uso (la tonalità, la consonanza, la melodia tradizionalmente intesa, il ritmo, la struttura), svincolando così la musica dalla realtà e proiettandola verso uno spazio "virtuale" ed "immanente".

In questo ambiente "rivoluzionario", Schönberg comincia a sviluppare le proprie teorie, dapprima rifiutando la tonalità in quanto tale e creando composizioni che, sfruttando la atonalità, tentano di creare un nuovo linguaggio (a questo periodo appartengono composizioni come "Notte trasfigurata Op.4" [esempio], che se anche usa ancora la struttura tonale, la piega ad uno sfruttamento della stessa slegato dai canoni tradizionali).

Nello stesso periodo, anche i due discepoli più importanti di Schönberg, Anton Webern [esempio] (la cui radicalità supererà addirittura quella del maestro, portandolo alla fine a creare composizioni tanto siderali nella forma, quanto fulminanti nella brevità aforistica) e Alban Berg (che aderirà senza riserve al verbo dodecafonico ma continerà ad usare la tonalità nelle sue composizioni sotto forma di fugaci citazioni, come nel Concerto per violino) [esempio], che nelle prime composizioni avevano utilizzato la forma tonale, si convertono all’atonalità ed all’emancipazione della dissonanza come forma espressiva. Ma è solo a partire dal 1911 con la pubblicazione del testo didattico contenente le teorie Schönberghiane, e dall’inizio degli anni ’20 con i primi esperimenti di composizione seriale, che il definitivo sradicamento della musica "di avanguardia" dal resto della scena culturale si completa; la dodecafonia è finalmente nata.

Alla base della procedura di composizione dodecafonica vi è la totale mancanza di prevalenza di una nota sull’altra, in quanto la dissoluzione del sistema tonale, pressoché totale, operata dall’uso di serie di dodici note (tutte le note nell’intervallo di una scala temperata), senza che tra queste intervenga una vera e propria melodia; l’accostamento di queste serie, rimaneggiate secondo precise regole compositive, era secondo Schönberg e i suoi discepoli l’ultima e definitiva espressione di un sistema di notazione (quello temperato per l'appunto) che non aveva altrimenti più niente di nuovo da dire.

Il passo successivo infatti, quello che porterà alla nascita di nuove tecniche di composizione e a nuove scale musicali, verrà infatti introdotto dalla generazione successiva di musicisti, che qualche anno dopo, sulla scorta degli insegnamenti della seconda scuola di Vienna, arriverà all’uso dei quarti di tono e della notazione continua (ma di questo parleremo nelle prossime puntate).


 

DISCOGRAFIA

Schönberg 

GURRELIEDER Arnold Schoenberg Chor; Slowakischer Philharmonischer Chor Bratislawa Wiener Philharmoniker Claudio Abbado [DG 439 944-2]

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NOTTE TRASFIGURATA Op. 4 LaSalle Quartet [DG 423 250-2]

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MOSES UND ARON Merritt · Pittman - Jennings - Fontana - Naef - Graham - Hall - Royal Concertgebouw Orchestra Pierre Boulez [DG 449 174-2]

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PIERROT LUNAIRE OP. 21 Christine Schäfer David Pittman - Jennings Ensemble Intercontemporain Pierre Boulez [DG 457 630-2] 
 

Berg

CONCERTO PER VIOLINO + SCHOENBERG: CONCERTO PER VIOLINO - Henryk Szeryng · Symphonie-orchester des Bayerischen Rundfunks · Rafael Kubelik [DG 431 740-2]

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SIEBEN FRÜHE LIEDER; FÜNF ORCHESTERLIEDER; JUGENDLIEDER; Ecc. Jessye Norman, London Symphony Orchestra Pierre Boulez [SONY 66826]

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LULUStratas · Minton · Orchestre de l'Opéra de Paris - Pierre Boulez [DG 463 617-2]

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WOZZECK Grundheber · Behrens · Raffeiner Wiener Sängerknaben - Wiener Staatsopernchor - Wiener Philharmoniker Claudio Abbado [DG423 587-2]
 
 

Webern

OPERE COMPLETE Vari esecutori - Orchestre varie - Pierre Boulez [Boulez edition DG 457 637-2 (6cd)]





Arnold Schönberg: frammento da NOTTE TRASFIGURATA Op.4 nell’esecuzione della Academy of St. Martin-in-the-Fields diretta da Neville Marriner [Torna al testo]
 
 
  

Anton Webern: frammento dal primo mobimento della Sinfonia Op.21 nell’esecuzione dei Berliner Philharmoniker diretti da Pierre Boulez [Torna al testo]
 
 
 
 

Alban Berg: Frammento dal Primo movimento (Andante – Allegretto) del CONCERO PER VIOLINO E ORCHESTRA nell’interpretazione di Pinchas Zukerman (violino) accompagnato dalla London Symphony Orchestra diretta da Pierre Boulez [Torna al testo]
 
 

 


 

SOMMARIO