L’evoluzione dell’opera lirica nel ’900


Come tutte le forme musicali, anche l’opera ha subito una notevole evoluzione nel corso del XX Secolo. Nel caso dell’opera però i cambiamenti, proprio per la natura intrinseca di spettacolo per così dire multimediale, sono stati più accentuati. 

Non solo la musica si è uniformata ai cambiamenti dovuti alle varie scuole che si sono succedute ma anche la messa in scena degli spettacoli si è via via modificata, introducendo elementi astratti o concettuali e lasciandosi alle spalle il realismo a tutti i costi degli spettacoli teatrali del XIX Secolo e dei precedenti (anche se a volte il gusto per così dire barocco di certe regie - specie se applicate a opere dei secoli precedenti - ha notevolmente inficiato la leggibilità degli spettacoli stessi). 

Luigi NonoCon l’evoluzione della musica dal tardo romanticismo all’espressionismo (e soprattutto con l’entrata in scena dell’atonalità e della dodecafonia), la struttura stilistica dei libretti delle opere “moderne” è però l’elemento che più si è modificato collo scorrere del tempo. Il testo si è, per così dire, prosciugato, passando da una struttura di tipo narrativo a una struttura di tipo filosofico-concettuale; la narrazione lascia cioè il posto a una serie di figure (o stanze - come le avrebbero definite nel ’500) all’interno delle quali gli eventi (o la mancanza di eventi, come avviene ad esempio nel Prometeo di Luigi Nono) sono solo pretesti per un discorso filosofico superiore.

Ciò che era uscito dalla porta della sperimentazione (la struttura narrativa compiuta) rientra però dalla finestra della cosiddetta cultura popolare. Grazie a musicisti “tradizionali” come Hanson o ai pionieriCopertina dlla versione orchestrale di Notre Dame De Paris. della commistione di generi (Gershwin, Bernstein e altri) l’opera ritrova cioè il suo contatto con il grande pubblico. Negli anni ’50, grazie a opere come West side story di Leonard Bernstein (a torto definita musical, in quanto l’impianto stilistico e la difficoltà di esecuzione la rendono un’opera a tutti gli effetti) e più tardi alle cosiddette “opere rock” di Andrew Lloyd Webber, il contatto tra la musica “alta” e quella “popolare” è definitivamente gettato e gli steccati tra i generi definitivamente abbattuti permetteranno di creare partiture di contaminazione che vanno da Jesus Christ Superstar a Evita alla recentissima e acclamata opera di Riccardo Cocciante, Notre Dame de Paris.

        Ritratto di George Gershwin       Il direttore d'orchesra e compositore Leonard Bernstein        Copertina della versione cinematografica di Jesus Christ Supersta.


Carl Anderson, splendido protagonista del personaggio di Giuda in Jesus Christ SuperstarUltimo elemento da notare è il fatto che il cambiamento abissale che è intercorso tra il modo di scrivere opera nei Secoli XIX e XX ha anche sdoganato le cosiddette voci non impostate; quelle voci cioè che non sono prettamente operistiche, anche perché i compositori hanno una tavolozza sonora più ampia (oltre all’orchestra classica si possono utilizzare gli elettrofori e gli strumenti elettronici), e vi è anche il fatto che il poter utilizzare l’amplificazione, data dall’uso dei microfoni, ha aperto un campo di sperimentazione e di ricerca nel campo della vocalità che sta dando ottimi risultati, pur essendo praticamente ancora agli inizi.

 







Seconda isola (frammento) da Prometeo di Luigi Nono: MONIKA BAIR-IVENZ, INGRID ADE-JESEMANN soprano; Wiener Philharmoniker diretti da CLAUDIO ABBADO (SONY SK 53978)   [Ascolta]   [Torna al testo]
 
 
 
 

“There’s a boat dat’s leaving” (frammento) da Porgy and Bess di George Gershwin: FRANÇOIS CLEMMONS tenore; Cleveland Orchestra diretta da LORIN MAAZEL (DECCA 414 559-2)   [Ascolta]   [Torna al testo]
 
 
 
 

“Something coming” (frammento) da West side story di Leonard Bernstein: JOSÉ CARRERAS tenore, orchestra diretta da LEONARD BERNSTEIN (DG 415 253-2)   [Ascolta]   [Torna al testo]
 
 
 
 

“Superstar” (frammento) da Jesus Christ Superstar di ANDREW LLOYD WEBBER: ETHAN FREEMAN (Pilato), CLIVE ROWE (Giuda), National Symphony Orchestra diretta da MARTIN YATES (AURA MUSIC AUR 437-2)   [Ascolta]   [Torna al testo]
 
 
 
 

“I clandestini” (frammento) da Notre Dame de Paris di RICCARDO COCCIANTE: MARCO GUERZONI voce, Orchestra Aurora e solisti diretti da HUBERT ROUGIS  (COLUMBIA COL506053 2)  [Ascolta]   [Torna al testo]
 
 

 


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