Mentre la Germania era pervasa dai "sacri furori" del
post-wagnerismo, che avrebbero informato di sé tanta musica europea (in
Italia un buon esempio è rappresentato dal capolavoro di
Zandonai,
"Francesca da Rimini"), in Francia, l’ambiente musicale, pur in parte
influenzato da Wagner, correva comunque su binari un po’
discosti.
Nelle due ultime decadi del XIX secolo, sull’onda dell’omonima corrente pittorica, si sviluppa una vera e propria scuola musicale che andrà sotto il nome di Impressionismo e che avrà quale caposcuola uno dei più importanti compositori di tutti i tempi: Claude Debussy.
Questa corrente basava i suoi principi sul rifiuto delle regole accademiche formali, su un’accentazione sulla dimensione timbrica, ma soprattutto la liberazione della struttura dai tradizionali rapporti tonali e dai rapporti ritmici classici. Corollario a questa "rivoluzione", era la ricerca di un linguaggio aristocratico, improntato molto spesso a forme di esotismo (Debussy, per esempio, negli ultimi anni dell’800 si era fortemente interessato alla musica giavanese).
Padre "spirituale"
della corrente, come si diceva, è Debussy, nell’opera
del quale è possibile rintracciare tutti gli elementi costitutivi di questa
corrente artistica. Da questo punto di vista, sono emblematiche composizioni,
quali il Prelude à l’apres-midi d’un faune, ispirato a un testo di Mallarmé,
che punta su una concezione innovativa della forma e su un uso originale e libero
del timbro e della ritmica e l’opera Pélleas et Melisande, rappresentata nel
1902, che costituì uno scandalo per il suo rifiuto delle convenzioni del melodramma
tradizionale e anche quelle del wort-tondrama wagneriano.
Altre composizioni importanti sono le due serie pianistiche delle Images (1905-07) e Children’s corner (1908), attraverso le quali l’autore giunge ad una nuova scrittura pianistica, anch’essa basata sull’uso "pittorico" della materia sonora; l’apice della scrittura sinfonica, invece Debussy lo raggiunge nel suo capolavoro assoluto, La mer (1903-05), nella quale il disegno e la struttura divengono più plastici, raggiungendo nel contempo un’elevata solidità di costruzione.
L’altro elemento fondamentale della scuola impressionistica è sicuramente Maurice Ravel, il quale porta nel movimento un’estetica molto più variegata rispetto a Debussy.
Egli infatti trae
ispirazione da varie fonti (ad esempio il clavicembalismo classico nel Tombeau
de Couperin, il valzer viennese ne La valse, il jazz nei concerti e la Grecia
riletta attraverso la pittura francese in Dafnis et
Chloè).
La tendenza alla perfezione che caratterizza l’opera di Ravel ha fatto si che
la sua produzione piuttosto scarsa, pur essendo sempre di assoluto rilievo (tra
i più importanti è giusto il caso di ricordare il famoso Bolero del 1928 e i
due concerti per pianoforte e orchestra del 1931 (uno dei quali è oltremodo
famoso per essere stato scritto per la sola mano sinistra).
L’impressionismo non è
comunque rimasto chiuso tra i confini nazionali francesi, ma si è
propagato per tutta Europa, come dimostra il fatto che compositori quali
Albeniz, De Falla Skrjabin e, a suo modo anche Puccini hanno in parte
fatto propri i dettami di questo movimento.
* * *
DISCOGRAFIA
(NOTA:
la presente discografia non è
assolutamente esaustiva, ma vuole semplicemente segnalare esecuzioni che,
a sindacabile parere di chi scrive,
si pongono come esecuzioni di
riferimento)
DEBUSSY
- Le Martyr de Saint Sebastien: London Simphony Orchestra & Chorus, Michael Tillson Thomas (SONY 48240)
- La Mer; Prelude à l'après-modi d'un faune; Danse; Nocturnes: Philadelphia Orchestra, Eugene Ormandy (SONY 53256)
RAVEL
- Bolero - Rapsodie espagnole - Ma mère l'oye - Pavane pour une infante defunte: London Simphony Orchestra, Claudio Abbado (DG 415 972-2)
- Concerti per pianoforte e orchestra, Orchestra Sinfonica di Montreal, Charles Dutoit - Pascal Rogé pianoforte (DECCA 410 230-2)
- Boulez dirige Ravel (Alborada del gracioso, Daphnis et Cloe Suite n. 2, Bolero e altre): New York Philharmonic - Cleveland Orchestra, Pierre Boulez (SONY 89121)
DE FALLA
- L’amore stregone e altre opere: Philadelphia Orchestra, Eugene Ormandy, S. Verrett Soprano, P. Entremont Piano (SONY 89291)
SATIE
- Opere per pianoforte: P. Entremont - D. Varsano pianoforte (SONY48289)