William Henry Fry,
il "padre" della musica americana


Nel XIX Secolo, la musica negli Stati Uniti corrispondeva in tutto e per tutto con quella europea. Si eseguiva solo quella e la musica dei compositori autoctoni (che peraltro non facevano nulla per cambiare questa situazione), non era quasi per niente considerata dalla critica e poco conosciuta dal pubblico.

Ritratto di William Henry FryIn questo panorama si inserì una figura del tutto particolare e per certi versi fuori dal suo tempo (vedremo in seguito che questo non è l’unico caso nella storia della musica americana; in un prossimo incontro faremo la conoscenza del più famoso, Ives): Wiliam Henry Fry (1813-1864). Se è vero che anagraficamente questo musicista, teorico musicale e giornalista non ha nulla a che fare col XX secolo, e pur vero che senza di lui si può dire che la musica americana non sarebbe arrivata dove è oggi. 

Compositore quasi sconosciuto ai giorni nostri, Fry si impose ai suoi tempi come pubblicista e teorico, propugnando l’idea che la musica autoctona dovesse essere considerata con molta più attenzione dai critici americani e dovesse essere divulgata alle platee in modo più appropriato. Ciò gli valse un’antipatia piuttosto accentuata da parte della critica del tempo, la quale, come ho detto, non considerava i compositori "domestici" all’altezza dei loro colleghi europei (in parte a ragione).

Lo stile dei musicisti americani era infatti normalmente improntato all’imitazione degli stili dei compositori del vecchio continente; lo stesso Fry, che era un cultore della musica operistica, risente molto l’influsso dei compositori italiani (Verdi in particolare, del quale si percepiscono gli echi in composizioni quali la Macbeth Overture). Il suo approccio compositivo era però improntato a un uso del linguaggio europeo mediato da elementi personali che lo trasformano in parte in qualcosa di diverso, seppure rimanente nell’alveo della musica dell’epoca.

Oltre a essere importante dal punto di vista teorico, Fry è da considerare fondamentale per lo sviluppo dello "stile americano" (se mai ne è esistito uno in una cultura che ha fatto del melting pot la sua ragion d’essere intrinseca) in quanto è stato il primo compositore americano di nascita a comporre per la grande orchestra, nonché il primo a scrivere musica orchestrale che includesse in organico uno strumento che sarebbe diventato fondamentale e irrinunciabile nella musica americana a venire: il sassofono (si ascolti ad esempio la sua bella e a tratti innovativa Santa Claus Symphony).

Il suo collegamento con la musica del XX secolo, comunque, è più presente di quanto si possa pensare. Proprio nella Santa Claus Symphony (vero e proprio poema sinfonico, struttura compositiva che in Europa sarebbe sorto un po’ dopo questa composizione del 1853), dove, all’interno di una struttura tutto sommato piuttosto classica, facente riferimento in parte allo stile donizettiano, si inserisce l’uso dello "strisciato"negli archi (una procedura di esecuzione in cui non si percepisce alcuna vera nota, bensì un suono senza soluzione di continuità prodotto dallo strisciare in su o in giù del dito sulla corda). Nella Niagara Symphonyoriginariamente composta per un P.T. Barnum Monster Concert del 1854 ma non eseguita, dimostra una volta di più come l’autore fosse molto avanti rispetto ai suoi tempi, sia per l’organico che prevedeva l’uso di undici timpani, sia per l’uso che di questo organico viene fatto nel pezzo, creando un’immagine a dir poco impressionistica nella sua presenza tangibile all’ascolto (l’impressionismo sarebbe nato in Francia solo una trentina d’anni dopo).

Il fatto che questo compositore (non molto prolifico a dire il vero) sia oggi quasi totalmente sconosciuto, è quindi un fatto abbastanza strano, anche se sembra che finalmente si stia cominciando a riscoprirlo grazie alla lungimiranza di alcune etichette indipendenti che hanno fatto della ricerca musicale la loro filosofia.

PICCOLISSIMA DISCOGRAFIA

Di Fry ho trovato solo un album, che però si presenta come una vera e propria chicca per l’ascoltatore.

Copertina dell'album di musiche di Fry.Santa Claus Symphony, The Breaking Heart, Overture to Macbeth e Niagara Symphony (le ultime due in prima esecuzione assoluta), Royal Scottish National Orchestra diretta da Tony Rowe (Naxos 8.559057).

 

 

Copertina dell'album AMERICAN JUBILEE.Per chi vuole dare un’occhiata alla musica americana in generale tra il XIX e il XX secolo, segnalo il bel cd della Cincinnati Pops Orchestra diretta da Erich Kunzel intitolato "American Jubilee" (Telarc CD-80144).

 

 

L'album di John Williams dedicato alla musica americana.e l'album "SALUTE TO AMERICA" della Boston Pops Orchestra diretta da John Williams (POLIGRAM SPECIAL MARKETS 442 808-2) reperibile d'importazione tramite Internet.

 


 








Frammento da SANTA CLAUS SYMPHONY nell’esecuzione della Royal Scottish National Orchestra diretta da TONY ROWE [ascolta]  [torna al testo]
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
Battute introduttive di NIAGARA SYMPHONY nell’esecuzione della Royal Scottish National Orchestra diretta da TONY ROWE [ascolta]
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