Se è vero che l’espressionismo musicale è riconducibile alla corrente artistica che si sviluppò in Germania tra il 1910 e i successivi quindici anni, esso non assurse mai al rango di scuola né di movimento codificato, proprio per le caratteristiche di eterogeneità e di pragmatismo che lo innervavano. Se quindi non è possibile codificarlo, è però possibile analizzare le strutture di base che gli conferiscono riconoscibilità stilistica e una certa omogeneità.
Nato originariamente nel 1901 come stile
pittorico grazie al pittore francese Hervè, esso estese la sua influenza
anche al resto d’Europa, prima nel teatro drammatico e poi nell’ambiente
musicale.
Le componenti di fondo di questa nuova "corrente", che traevano spunto soprattutto dal naturalismo, portarono alla costruzione di una nuova lingua, la cui sintassi poetica era incentrata sulla rivolta al potere, sull’angoscia dell’uomo a contatto con l’industrializzazione e l’emarginazione sociale espressa tramite una deformazione allucinata delle forme.
Ciò detto, bisogna però precisare che la data di nascita dell’espressionismo musicale in realtà può esser fatta risalire addirittura alla produzione musicale di Mahler (si veda ad esempio la versione allucinata e beffarda del "Fra Martino" che il Boemo inserisce nella sua prima sinfonia) e alla scrittura musicale del periodo parigino di Stravinsky (di cui l’esempio più interessante è la Sagra della primavera).
Il punto focale dell’espressionismo
(lo sradicamento delle forme
"perbenistiche" della musica dell’Ottocento, soprattutto romantico),
è comunque raggiunto con il superamento degli stilemi convenzionali, dapprima
attraverso l’uso dell’atonalità, quindi tramite l’uso di costruzioni musicali
allucinate e cariche di sarcasmo (di cui era maestro indiscusso
Hindemith),
fino all’uso della dodecafonia – supremo rifiuto dei canoni classici della composizione.
La dimostrazione che l’espressionismo è una galassia variegata di stili "unificati" dalla volontà di innovare la scena musicale è proprio data dal fatto che all’interno del fenomeno convivano senza in realtà annullarsi tra loro il romanticismo crepuscolare di Skrjabin, la visione allucinata e pessimistica di Mahler, la "cattiveria" politica di Weill, la scrittura magmatica di Hindemith e l’iconoclastia linguistica di Schönberg – prima propugnatore dell’atonalità, poi inventore della dodecafonia – e dei suoi discepoli, soprattutto Webern, che si spingerà addirittura a prosciugare la scrittura musicale e a renderla aforistica e congelata nello spazio e nel tempo.
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PICCOLA DISCOGRAFIA
GUSTAV MAHLER Das Lied von der Erde (Il canto della terra) Violeta Urmana - Michael Schade Wiener Philharmoniker Pierre Boulez (DG 469 526-2)
GUSTAV MAHLER Sinfonie No. 1 & No. 5 Philharmonia Orchestra Giuseppe Sinopoli (DG 459 472-2) – 2 CD
PAUL HINDEMITH Sinfonia "Mathis der Maler" - Nobilissima Visione (Suite 1938) - Metamorfosi sinfoniche Berliner Philharmoniker Claudio Abbado (DG 447 389-2)
IGOR
STRAVINSKY
Sinfonia in Tre Movimenti - Sinfonia in DO - Sinfonia di Salmi (versione
riveduta, 1948) Columbia Symphony Orchestra - CBC Symphony Orchestra -
Festival Singers of Toronto Igor Stravinski (SONY Classical)
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Frammento da La Sagra
della Primavera di Igor Stravinsky nell’esecuzione della Philadelphia
Orchestra diretta da LEOPOLD STOKOVSKI - MP3 120 Kb [torna al
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Frammento del primo movimento (molto energico) di
Pittsburgh di Paul
Hindemith nell’esecuzione dell’Orchestra Sinfonica della ORFF diretta da MILAN
HORVAT - MP3 141 Kb [torna
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Ouverture
dalla suite de L’opera da tre soldi di Kurt Weill (frammento)
nell’esecuzione della London Sinfonietta diretta da DAVID ATHERTON - MP3 139
Kb
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Variazioni Op.27: Sehr Mässig di Anton Webern
(frammento)
nell’esecuzione di SVIATOSLAV RICHTER - MP3 90 Kb [torna al
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